L’area megalitica Saint-Martin-de-Corleans prende il nome dall’omonima chiesa romanica.
Scoperta nel 1969 dagli archeologi Franco Mezzena e R. Mollo Mezzena in occasione dei lavori di fondazione di alcuni edifici, è stata studiata per una ventina d’anni, fornendo una delle maggiori testimonianze italiane della cultura megalitica.
Tutti i reperti sono stati catalogati e conservati presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta e proprio grazie a questi ritrovamenti è stato possibile tracciare le fasi temporali dell’utilizzo dell’area. Un allineamento di grossi pali data la fase più antica dell’area (3000 – 2750 a.C.), una seconda fase (2750 – 2400 a.C.) comprende arature sacre, stele antropomorfe, menhir, pozzi rituali e altri vari elementi. La terza fase (2400 – 2100 a.C.) riguarda grossi dolmen e tombe, nella quarta fase (2100 - 1900 a.C.) si hanno tombe minori di cui una costruita con lastre di pietra.