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domenica 17 giugno 2012

Non expedit Morandi

All’inizio del novecento in opposizione all’impressionismo ( Monet, Manet, Degas, Renoir, etc) che aveva disfatto la forma degli oggetti per raggiungere la maggior resa possibile della luce, i Cubisti (Picasso e Braque) si ispirarono alla ricostruzione delle forme sulla base dei principi dei solidi: l’oggetto venne rappresentato in tutti i suoi lati contemporaneamente.
Il cubismo dal momento che presentava gli oggetti in una forma pensata, ma non reale, diede origine ad un movimento che culminò nell’astrazione formale dell’oggetto (Kandinskij, Klee, Mirò).
Questo Astrattismo ebbe impulso da un movimento italiano, il Futurismo (Boccioni, Balla, Severini ,Carrà), che si propose di rappresentare non l’oggetto nella sua realtà statica, ma nel suo movimento.
Contemporaneamente si svilupparono movimenti come quello Surrealista (Dalì, Magritte, Chagall) che tentava di raffigurare il sogno, l’impossibile, la realtà dello spirito immaginativo, che era in accostamento con il movimento Metafisico (De Chirico).
In questo quadro generale di movimenti ci furono artisti difficilmente collocabile in una precisa tendenza pittorica come: Giorgio Morandi (1890-1964) e Amedeo Modigliani (1884-1920).

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