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sabato 21 gennaio 2012

Famatina non si tocca - Il Popolo unito contro la mega miniera


Famatina è una città dell'Argentina, appartenente alla provincia di La Rioja, situata nell'estremo nord della provincia.
Gli abitanti dei paesi di La Rioja che si oppongono alla società canadese Osisko Mining Corporation che vuole iniziare l'esplorazione di oro nella loro regione, come concordato con il governo provinciale di Beder Luis Herrera . Movimenti politici e ambientali  si sono mobilitati dal 2 gennaio  contro la  megaminiera aperta nella provincia di La Rioja di cui fa parte la città di Famatina , con lo slogan “El Famatina no se toca” è stato un  modo per sostenere le popolazioni locali che non vogliono l’apertura di questa mega-miniera in quanto i metodi di estrazione produrranno seri problemi ambientali.
Il segretario dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile del Governo, Juan José Mussi, ha negato categoricamente i pericoli ambientali diffusi dai media e dal Grupo Clarin, e quindi ha glissato anche sulla mobilitazione e sulla protesta della città di Famatina sostenendo che l'estrazione in quella zona della provincia di La Rioja non crea nessun pericolo ambientale.
Noi di arteide siamo al fianco della popolazione di Famatina in questa difficile battaglia convinti che in ogni parte del mondo l'ambiente non è negoziabile. Seguiremo la vicenda a sostegno di quanti chiedono un futuro più salubre per i propri figli.
La popolazione di Famatina già nel 2006 aveva impedito alla società canadese Barrick Oro di fare una miniera d'oro nello stesso luogo. 

venerdì 9 dicembre 2011

Bomba ad Equitalia


Un pacco bomba è esploso all’agenzia Equitalia a Roma. Il direttore generale di Equitalia spa, Marco Cuccagna, è rimasto ferito aprendo il pacco che conteneva l’ordigno, recapitato per posta all’ufficio. Ha perso una falange del dito ed è stato ferito al volto. La Digos di Roma ha avviato un’indagine: la prima ipotesi è quella di attentato per finalità terroristiche legato ad altri atti come quello tedesco infatti c’è un collegamento con il plico esplosivo recapitato ieri al presidente della Deutsche Bank, Josef Ackermann, rivendicato dalla Federazione anarchica informale.  .
Indubbiamente c’è “una matrice anarchica” all’origine dell’esplosione, secondo fonti investigative: “Con ogni probabilità non si tratta di un episodio isolato e potrebbe essere in atto una "campagna" da parte di gruppi di ispirazione anarco-insurrezionalista”.
Purtroppo l’iniquità e la continua sordità alle richieste dei cittadini porta alla presa di coscienza che le sole parole non bastano a far valere le proprie ragioni, pertanto c’è chi si spoglia, chi si da fuoco e chi passa all’azione armata. Siamo convinti che molte persone (che hanno avuto problemi con Equitalia) hanno accolto questa notizia con grande gioia ed è questo che dovrebbe far riflettere chi ci Governa e non solo condannare o reprimere tali atti.
Un'idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione

Vi proponiamo un video di un anno fa che appare sempre più attuale

giovedì 8 dicembre 2011

Nudi contro il potere

(Spencer Tunick)

Negli ultimi giorni del 2011 sono sempre più numerosi i casi di persone che si spogliano per protestare. Dall’Egitto (Aliaa Magda Elmahdy ) alla Cina, da Israele alle donne ucraine (Femen) che si muovono nude in giro per le piazze, fino all'Italia. Lo strip è ormai assunto a forma di protesta globale. Una tendenza che appare in ogni luogo e cultura del mondo, uno schiaffo al potere che avviene tramite il corpo esibito nella sua forma più naturale, ed indifesa o semplicemente l'oggettiva osservazione che ci vogliono togliere anche le mutande.

Tutti contro una giovane femminista



EGITTO: Aliaa Magda Elmahdy, la femminista che ha postato sul suo blog degli autoscatti in cui posava totalmente nuda per protestare contro l’oppressione culturale dell’islam in Egitto, sta facendo infuriare proprio tutti. Sia i suoi diretti avversari, quelli che lei voleva in effetti far scandalizzare mostrandogli la verità del suo corpo nudo, ovvero i conservatori egiziani; ma sta creando moltissimi problemi anche ai liberali, alla sinistra egiziana che sta preparando le elezioni del prossimo 28 novembre, che dice: “E’ un disastro”.
Aliaa è sola, lei stessa ha spiegato di aver fatto la sua scelta come “un urlo contro una società di violenza, razzismo, sessismo, molestia sessuale ed ipocrisia”. Come alcuni commentatori hanno scritto sul suo blog, lei evidenzia il parallelo con “le modelle che posavano nude nelle università di Belle Arti negli anni ’70: dobbiamo imparare a separare il corpo nudo dall’idea del sesso”, ha detto un uomo che lascia il suo commento sul blog di Aliaa. Commento isolato, a ben vedere.
Oltre 100 persone hanno gradito un commento del genere, mentre migliaia hanno inondato il sito con insulti. Alcuni hanno definito la ragazza “una prostituta”, “malata di mente” o chiedendo che la polizia la arrestasse.
Nessuno difende la ragazza che usa il suo corpo per far fare all’Egitto un passo avanti. Anche un portavoce dell’ala giovanile del movimento 6 Aprile dice: “Le nostre pratiche non includono scelte del genere”.
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